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Fare parte della Protezione Civile con il Nucleo Cinofilo da Soccorso Berico della Sezione A.N.A. di Vicenza vuol dire avere una notevole propensione al volontariato, avere ben compreso la necessità di possedere un forte spirito di gruppo, un forte senso di abnegazione e sapere che sono necessari almeno due addestramenti settimanali ….... per sempre. Le soddisfazioni però saranno immense e saranno il “sale” per continuare a crescere nelle esperienze fino a quando, come espresso dal nostro coordinatore Nazionale Giovanni Martinelli:
“l’unità cinofila sarà UNA BESTIA A SEI ZAMPE che mette a disposizione di chi ne ha bisogno
UN CERVELLO, DUE CUORI e, soprattutto, UN NASO”.
Chi desidera fare parte del Nucleo Cinofilo sia come Unità Cinofila sia come Supporto Logistico deve inoltrare domanda su apposito modulo al Responsabile che si riserva il diritto di accettarla; è previsto un periodo di prova di sei mesi. Si dovrà produrre inoltre un certificato medico attestante le buone condizioni di salute. Chi chiede l’ammissione come Unità Cinofila può già essere in possesso di un suo cane (chiaramente di età adatta) oppure può decidere di acquistarne uno potendosi avvalere dei suggerimenti e della competenza del Nucleo. Chi chiede l’ammissione come Supporto Logistico deve comunque avere una buona predisposizione alla “cinofilia”. Bisogna prendere visione ed accettare integralmente il Regolamento Nazionale delle Unità Cinofile da Soccorso dell’Associazione Nazionale Alpini, elaborato e approvato dalla Sottocommissione Nazionale dei Nuclei Cinofili da Soccorso dell’A.N.A. (Ne puoi trovare uno stralcio nella pagina delle
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REGOLE). Non è necessario aver militato nelle truppe alpine e ne possono far parte anche persone di sesso femminile.
Le Unità Cinofile devono seguire un corso per conseguire il brevetto operativo rilasciato dal Dipartimento di P.C. Il corso si tiene presso il nostro campo scuola. La frequenza al corso, che ha una durata di 14/18 mesi, è obbligatoria. Le Unità Cinofile, una volta conseguito il brevetto, devono essere presenti almeno un fine settimana al mese, sottoporsi agli esami di verifica dell’operatività una volta ogni sei mesi, partecipare alle riunioni mensili del Nucleo e, obbligatoriamente, essere presenti alle esercitazioni (2 o 3 annue) e all’Adunata Nazionale degli Alpini. I Supporti Logistici devono essere presenti con il Nucleo almeno due fine settimana al mese, partecipare alle riunioni, alle esercitazioni e all’Adunata Nazionale degli Alpini.
Il percorso formativo sarà completo quando si raggiungerà una perfetta simbiosi fra cane e conduttore. Solo con continui e costanti addestramenti in ambienti diversi per conformazione, morfologia, tipologia e condizioni atmosferiche si otterrà una buona Unità Cinofila. Si inizia con l’addestramento in campo quando il cucciolo ha un’età preferibilmente di cinque-sei mesi. La socializzazione e il gioco è la prima fase di addestramento per cementare amicizia, complicità e perfetto rapporto fra cane e conduttore. La nostra palestra e le esperienze delle Unità Cinofile del Nucleo saranno a disposizione per completare il ciclo formativo.
Il cane possiede un’abilità particolare a riconoscere l’essere umano attraverso i suoi tipi di odori (ascelle, mano, pianta del piede).Anche se gli indumenti impregnati delle relative secrezioni odorose vengono esposti per una settimana a comuni agenti atmosferici, il cane è in grado di individuarne l’appartenenza. Una tale abilità percettiva deve ovviamente avere il suo riscontro in una valida struttura celebrale, in grado di discriminare, catalogare, memorizzare ed utilizzare diversi indizi olfattivi. Tutto ciò comporta per il cane una forte concentrazione e un forte dispendio di energie mentali. Alla conclusione del suo lavoro di ricerca, il cane riceverà sempre una ricompensa con bocconi prelibati o il suo gioco preferito.
L’olfatto è il senso più sviluppato del cane, basti pensare che possiede 220 milioni di ricettori olfattivi (nell’uomo, 5 milioni) e che la sua superficie epiteliale olfattiva può arrivare a 150 cm2 contro i 3-4 cm2 dell’uomo.
Per avvicinarsi al mondo dell’utilità, per molti un mondo invisibile e anche incomprensibile, bisogna comprendere bene cos’è la ricerca olfattiva. Nell’addestramento alla ricerca (superficie, macerie e valanga) il cane generalmente ha una motivazione molto alta in quanto c’è la possibilità di rinforzarlo premiandolo al ritrovamento dello scomparso. E’ un metodo di ricerca più naturale, ma è richiesta una grande cura se si vuole insegnare al nostro amico a discriminare l’odore individuale. Il percorso può essere diverso se si seguono due metodologie, ovvero il Tracking o il Trailing.
Il tracking è definito come il seguire l’orma formata dall’azione meccanica del piede sul terreno. Il cane impara a seguire l’odore provocato dalla frammentazione del suolo, il calpestamento dell’erba, dagli aromi rilasciati dagli steli dell’erba. L’intensità dell’odore dipende dal peso del tracciatore, dal tempo trascorso dal suo passaggio, dalle condizioni del terreno, dalle condizioni ambientali. Il cane non sta seguendo l’odore di una persona, ma sta seguendo una traccia. Se due tracciatori di peso similare si incrociano nello stesso momento, il cane non sarà in grado di distinguere le due tracce. Il tracking è l’esercizio richiesto ai cani di utilità e difesa, nella prova di fiuto su pista. Il cane è legato alla traccia, che non può abbandonare, e che deve imparare a seguire ignorando le altre informazioni olfattive, o il disturbo causato dal vento.
Il trailing è definito come il seguire l’odore individuale di una particolare persona. Il trailing non dipende quindi esclusivamente dall’odore provocato dall’azione meccanica sul terreno. Il cane non segue un unico criterio (le orme), ma si affida a un complesso di informazioni, in particolare la scia di odore individuale depositata a terra dopo il passaggio della persona. Questa scia è composta da sostanze volatili, come cellule epiteliali morte, sudore, profumi, e si deposita lungo la traccia, a seconda del vento (in assenza di vento in modo simmetrico a destra e a sinistra della traccia, in presenza di vento a seconda della direzione dello stesso). Il cane seguirà il trail dove l’odore risulta essere più intenso, non necessariamente a naso basso sul terreno. Il trailing è l’esercizio richiesto nella ricerca di persone secondo il metodo americano, che prevede la capacità di discriminare l’odore individuale della persona ricercata. Nella ricerca il cane è più libero di sfruttare tutte le informazioni, ad esempio di tagliare la traccia seguendo il vento. |  |